Scusate Se È Poco

Lionello e Paola Lilli

Giunti alla soglia dei cinquant'anni, si è già usciti da un pezzo da quella parte di vita chiamata infanzia che sembra essere invulnerabile a qualunque tragedia o imprevisto della vita. In realtà si è già enormemente privilegiati ad aver vissuto in tale stato di grazia quella prima porzione di esistenza: a molti non è stata concessa nemmeno quella.

Ricordo che intorno ai vent'anni entrai nella fase in cui si appare come fiori che sbocciano alla vita, pronti a mostrarci ad essa così come sognavamo di fare.

La prima volta che entrai in un'urna per votare; la prima volta che guidai l'auto con mio padre che mi insegnava come partire senza "battere in testa"; la prima cravatta messa con un nodo da galera; le prime gite al mare da soli, indipendenti e con qualche soldo in più; in una parola: belli! Belli come bella la vita che - privilegiati dall'esser nati nell'emisfero occidentale - abbiamo potuto godere. A maggior ragione essendo cristiani, la vita oltre che bella ci si è presentata piena, riempita di un fine, un destino, un piano.

Puoi vivere una vita bella, ma vuota e senza senso, semmai possa esserne considerata bella una vita senza. Al contrario, quando un cristiano può, non solo vive una vita bella ma la vive piena di senso: scusate se è poco.

Tuttavia anche nella vita cristiana il tempo passa, e vedi accadere delle cose che destabilizzano questo stato di grazia. Come verso i vent' anni si comincia a sbocciare, alla mia età si comincia ad appassire.

Anche la vita del cristiano si fa sempre meno bella: col tempo la salute viene meno; molti amici non li hai più e se non puoi lamentartene è solo perché sei stato tu ad andartene via prima; le forze diminuiscono; leggendo da vicino, vedi peggio.

Diciamocela tutta: la vecchiaia non rende la vita più bella; ma ad un cristiano... non può renderla più vuota!

Questo perché il cristiano non è un fan del grande nulla. È il fan del Signore Gesù, che ogni giorno scorre in noi, donandoci pienezza e abbondanza di vita.

Come un monte da cui scaturisce un fiume di acque abbondanti, non è risparmiato dal fenomeno dell'erosione, così è per il cristiano esposto al tempo che passa. Ma come l'erosione di quel monte non intacca la pienezza di quel fiume, così il tempo in un cristiano non intacca la pienezza della vita che scorre in lui: quella di Cristo.

Ho visto anziani su un letto di morte con gli occhi che brillavano di vita, non poche volte visitati dal Signore prima di andare con Lui. Uno di questi fu mio nonno paterno, che si chiamava Lionello, che prima di andare con il Signore, indicava una persona che nessun altro vedeva se non lui, ad aspettarlo sulla soglia della stanza d'ospedale. Purtroppo ne ho visti anche di giovani andare via così; ma grazie a Dio, spesso accompagnati dai segni evidenti di questa vita piena che malgrado tutto, ancora li attraversava. Perché la bellezza della vita per il cristiano passa, ma la pienezza della vita del cristiano... quella non passa!

Così nell'andare a zonzo per la casa dei miei genitori, mi sono soffermato a guardare la foto dei miei nonni paterni, Paola e Lionello del quale in particolare ho notato gli occhi, scoprendoli pieni di una vita piena, che io so essere quella che solo Dio può dare.

Ebbene, il mio desiderio è che quando non ci sarò più, mia figlia un giorno qualunque, a zonzo per la casa, possa trovare motivo per notare i miei occhi, nel riconoscerli pieni di quella vita piena che può venire solo da Dio. La vita di un vero cristiano è sempre bella? No... ma è sempre piena! ...In attesa di una vita ancora migliore: scusate se è poco!

2Corinzi 5:4 Noi infatti che siamo in questa tenda gemiamo, essendo aggravati, e perciò non desideriamo già di essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.

Apocalisse 7:17 perché l'Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

8 marzo 2019
pastore Alessandro Lilli